Castellaneta

Ricordata nell’Alto Medioevo col nome di Castellanetum, si costituì come abitato, sotto l’influenza bizantina, nel X secolo, accogliendo nelle sue grotte i contadini dei casali del circondario minacciati dalle continue incursioni saracene. Nel 1081 fu sottomessa dai Normanni e nel 1088 divenne sede vescovile. Successivamente fu infeudata ai Caracciolo e divenne ducato. Fedele a Ferdinando I, re di Spagna, nel 1502 si difese eroicamente dall’assedio dei Francesi. Partecipò attivamente al Risorgimento e fu sede di vendite carbonare.
Le sue principali fortune sono sempre state legate, nel corso dei secoli, alle attività agricole che si sono giovate della fertilità dei terreni e dell’ampiezza del territorio, uno dei più estesi dell’area ionica. Nel secondo Dopoguerra beneficiò della Riforma fondiaria e della bonifica della zona costiera dalle paludi malariche. L’agricoltura si riorganizzò e le colture si diversificarono: nacquero i primi stabilimenti agroindustriali e sorsero ricchi agglomerati costieri.
Dagli anni Sessanta, con l’avvio dell’insediamento turistico della frazione di Castellaneta Marina, ha conosciuto un crescente sviluppo.
Cosa Vedere
Palazzo Baronale
Fu sede dei baroni che dal ‘500 alla fine del ‘700 dominarono su Castellaneta.Sorge sul luogo ove era l’antico castello dei Normanni.Attualmente ospita le monache clarisse.L’edificio si presenta come un palazzotto fortificato, a pianta quadrata con poderoso basamento.Interessanti all’interno l’ampio salone di rappresentanza al piano nobile e gli ambienti prospicenti la gravina in cui è possibile osservare elementi architettonici risalenti al Medioevo.
Palazzo Vescovile
E’ sede vescovile della diocesi di Castellaneta.Il palazzo si sviluppa intorno ad un cortile con archi a tutto sesto.A piano terra è sistemata la Biblioteca vescovile.All’interno si conservano diverse opere d’arte, tra cui il prezioso polittico su legno raffigurante La Madonna con il Bambino e Santi, opera di Girolamo da Santa Croce, datata 1531 e proveniente dalla chiesa di S. Francesco. –
Cattedrale
Dedicata alla Vergine Assunta, già chiesa di San Nicola, sorge sul ciglio della Gravina grande , nel punto più elevato del centro storico. Fondata tra il XIII e il XIV secolo, conserva ancora il campanile trecentesco che si innalza sul fianco sinistro dell’edificio. La chiesa fu più volte ristrutturata nel corso dei secoli. Fondamentali furono i restauri realizzati nel corso del Settecento, periodo a cui risale la facciata in stile barocco. Durante l’episcopato di mons. Massenzio Filo (1733-1763) fu decorato il soffitto con dipinti di Carlo Porta e furono sistemate le cappelle del SS. Sacramento e del SS. Crocifisso. Mons. Leonardo Vitetta, tra il 1764 e il 1778, ristrutturò l’area presbiteriale e le cappelle della SS. Trinità e di S. Nicola.
Santa Maria dell’Assunta o della Luce
Secondo la leggenda, la sua costruzione fu voluta da un capitano di mare che, in pericolo di naufragio si affidò alla Vergine e fu guidato al sicuro da una luce apparsa miracolosamente nella notte sull’alto della gravina.La chiesa è sorta tra il XIII e il XIV secolo.La facciata è in stile romanico;le pareti della chiesa erano ricoperte da affreschi di cui restano alcuni frammenti databili dal XIII al XVI secolo, ad eccezione di una Madonna col Bambino benedicente, in stile bizantineggiante del XII secolo. Chiesa e Convento di San Francesco
Risalgono alla seconda metà del XV secolo.La chiesa presenta una semplice facciata,l’interno è diviso in tre navate da archi a tutto sesto ed è coperto da volte a vela.Dversi sono i dipinti conservati, raffiguranti diversi momenti della vita di Gesù, i dodici Apostoli, S. Francesco, S. Domenico, S. Paolo.Il convento si sviluppa a destra della e conserva ancora alcuni degli affreschi dipinti nel 1726 da fra Giovanni Battista Conversi.
Tombe Dolmeniche di Masseria del Porto In quest’area, che risulta frequentata fin dall’età paleolitica, sono stati individuati una trentina di sepolcri dolmenici databili al XIII-XII sec. a. C. In particolare sono stati rinvenuti tutti e tre i sepolcri dolmenici presenti in Puglia: la tomba a galleria dolmenica, il sepolcro dolmenico a tumulo con cista (cella) rettangolare, la cista pseudodolmenica.
La Castelluccia . Importante insediamento sviluppatosi soprattutto a partire dal VI sec. a.C. con un’economia basata sull’agricoltura e sulla pastorizia, rappresentando “il polo di sviluppo economico e culturale di tutto il territorio circostante”.Nel V sec. a.C. l’acropoli fu cinta da una salda cerchia di mura per difenderla dagli attacchi dell’esercito tarentino.Subì l’influenza della cultura ellenistica e andò incontro ad una lenta e inarrestabile decadenza in seguito all’affermarsi della potenza romana, fino a spegnersi definitivamente tra il II e il I sec. a.C.In più occasioni nella zona sono stati rinvenuti numerosi cocci di ceramica del periodo geometrico e frammenti di vasi apuli del IV e del III sec. a.C .
Minerva Sito archeologico di notevole importanza, poichè la presenza dell’uomo vi è attestata, senza soluzione di continuità, dal Paleolitico all’età romana.in questo territorio sono stati rinvenuti schegge di selce di età paleolitica, tre asce levigate risalenti al Neolitico e diversi frammenti di ceramica dell’età del bronzo.. Fra i reperti archeologici relativi al centro apulo ci sono alcuni elementi di trabeazione di stile dorico, appartenenti probabilmente ad un tempio.In età romana, perchè vicina alla Via Appia, ne fu una “mansio”, cioè una stazione di riposo.Nel 411 d.C. fu saccheggiata e distrutta dai Goti di Alarico
Rodolfo Valentino “il Mito del muto” Secondo di tre figli (Alberto e Maria erano i suoi fratelli), Rodolfo Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi; era nato Nato a Castellaneta (TA) ; il padre, Giovanni, era un veterinario ex capitano di cavalleria originario di Martina Franca, mentre la madre Beatrice Bardin era di origine francese dama di compagnia della Marchesa del posto. A Castellaneta  frequento’ le scuole per poi trasferirsi a Taranto, poi a Perugia nel 1906 anche in seguito alla difficile situazione che si ebbe dopo la prematura morte del padre, presso il Collegio Convitto per gli Orfani dei Sanitari Italiani, dove rimase tre anni. Il caso vuole che in collegio fu ricordato come bruttarello e fu spesso preso in giro per l’accentuata forma a punta delle sue orecchie. Dal collegio fu radiato a causa della sua indisciplina. Nei 1909 tentò di entrare nell’Accademia della Marina a Venezia ma fu scartato per problemi fisici e di vista. Si diplomò a genova in Agraria ed infine tornò poi a Taranto. Dopo qualche mese a Taranto partì in vacanza per Parigi, qui si diede alla vita frivola, ben presto fu costretto a chiedere alla famiglia del denaro per poter tornare a casa. Questa esperienza non fu poi così negativa, poiché affinò le sue doti di ballerino. Rientrato a Taranto decise di partire per l’America per avverare il suo sogno.  Ad aumentare il fascino dell’America su Rodolfo contribuirono anche i racconti dei successi del musicista tarantino. Grazie all’amico Domenico Savino, che gli regalò un tight si presentò al Night-Club Maxim dove riuscì a fare una buona impressione e venne immediatamente assunto come Taxi-dancer. Soldi e Amori fecero di Valentino un Mito . Approdo’ dapprima in Teatro con delle operette e poi al  Cinema. Incontrò Norman Kerry, vecchia conoscenza newyorkese che lo convinse a trasferirsi a Hollywood.  Qui girò una serie di film di secondo piano da comparsa, prima di interpretare I quattro cavalieri dell’Apocalisse film di successo, quel successo che aveva sempre sognato. Al successo arriva anche e soprattutto grazie anche alla sua bellezza e al magnetismo che la sua figura sprigionava; fu forse uno dei primi sex symbol maschili portati alla ribalta dal cinema; divenne in breve – forse anche in conseguenza della sua morte precoce – un’icona destinata ad entrare nella memoria collettiva. Valentino (come lo chiamavano le sue fan in delirio) recitava e dettava la moda (gli abiti alla Valentino, i capelli alla Valentino , gli stivali alla Valentino, e soprattutto lo sguardo alla Valentino). Fu il primo “divo” – o meglio, “iperdivo” maschile del cinema degli albori. Altri suoi film importanti sono Lo Sceicco (The Sheik , 1921), Sangue ed Arena (Blood and Sand, 1922), Aquila Nera (The Eagle 1925) e Il Figlio dello Sceicco (The Son of the Sheik, 1926), in cui impersonava l’eroe romantico e mascalzone, che col suo fascino magnetico ipnotizzava l’attraente protagonista. Nessun interprete maschile prima di lui era diventato così famoso a livello mondiale . La sua stella era però destinata a non durare a lungo: si spense infatti all’età di trentuno anni al Polyclinic Hospital di New York dove era stato ricoverato per un malore dovuto ad un’ulcera gastrica di cui soffriva e ad una infiammazione dell’appendice era destinato a non percorrere alcun viale del tramonto, morì per un banale attacco diperitonite senza nemmeno poter vedere sugli schermi il suo ultimo film (The Son of the Sheik)Il figlio dello sceicco. Il fato vuole che la sua nascita nel 1895  corrisponda con la nascita del cinema e che la sua morte nel1926 corrisponda ai primi film con sonoro e alla contemporanea lenta ma inesorabile agonia del cinema muto, di cui lui fu la maggiore star maschile.
Nella sua città natale, sorge il Museo “Rodolfo Valentino” a lui dedicate ed una scultura in ceramica nel 1961 dello scultore Gheno . Sulla parete della casa natale è ricordato mediante un targa bronzea donata da un suo fan club di Cincinnati, Ohio.
Castellaneta Marina frazione di Castellaneta ,  assolve per lo più una funzione prettamente turistica. La frazione marittima composta quasi esclusivamente da ville, è totalmente immersa nella verde pineta di Bosco Pineto che si estende per circa 9 km sulla costa. Castellaneta Marina offre ai turisti un mare cristallino, una sabbia finissima e dune dall’importante interesse naturalistico. Tradizioni Popolari e Feste Religiose Santo Patrono: San Nicola di Bari, San Francesco da Paola Festa Patronale:6 Dicembre Mercato settimanale: — Etimologia (origine del nome):Deriva da Castellania, l’abitazione del castellano. Gli abitanti si chiamano Castellanetani.

LOCALITA’: Castellaneta ( TA )
Alberghi   Locali ed intrattenimento Arte e cultura   Musica e spettacolo Artigianato locale   Natanti & Noleggio Auto, moto e noleggio   Pensioni Bar e discobar   Prodotti tipici Bed and Breakfast   Pub pizzerie e wine bar Bistrot e teaRoom   Residence Case vacanza   Ristoranti e osterie Feste e articoli da regalo   Servizi (turismo – shopping) Guide turistiche ed escursioni   Souvenirs   Sport e tempo libero Immobiliari   Villaggi turistici Informazione

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