Crispiano

Comune di Crispiano www.comune.crispiano.ta.it

Crispiano era un villaggio abitato da pochissimi frati rifugiati nelle grotte in continuo pericolo a causa della dominazione Romana Soltanto nell’anno 968 ritornò la pace fra le mura di Taranto, con l’Imperatore di Oriente Niceforo Foca che permise la ricostruzione della Città e il ritorno alla vita normale. Verso gli anni 1100-1200 Crispiano fu abitata in parte da alcuni martinesi che si impossessarono di alcuni terreni demaniali limitandosi a pagare una piccola tassa all’Arcivescovo di Taranto. Giunsero più tardi altre famiglie dalla vicina Massafra e Alberobello impossessandosi di terreni e dando il via a una serie di bonifiche e coltivazioni che permisero alla popolazione di evolversi e ingrandirsi.. Col crescere della popolazione nacque la prima chiesa quella nota oggi come Chiesa Vecchia. La facilità di acquistare terreni, l’esenzione quasi totale delle tasse, la comodità di una chiesa sul posto di un sacerdote fisso, favorivano una notevole immigrazione dando il via alle prime costruzioni di case ed edifici che permettevano ai Crispianesi di abitare in una casa più decorose delle grotte, era l’anno 1845. Ma non molto più tardi, e precisamente nel 1860, Crispiano fu invasa dai briganti, che erano stati soldati dell’esercito borbonico ormai sciolto a causa della caduta della Casa Reale Borbonica a cui si sostituì il Regno Repubblicano.   A questi briganti si erano aggiunti anche fuorilegge di ogni genere, e stabilitisi a Crispiano, formarono un vero e proprio nucleo terroristico che vedeva al suo capo un ex soldato borbonico di nome Cosimo Mazzeo meglio noto come Pizzichicchio al quale si affiancavano gli ex Sergenti Coppolone, Trinchera, e Capariello. I Briganti fecero piombare la popolazione Crispianese nel più completo terrore, e tutto fu bloccato: lavoro, commercio e comunicazione tra i villaggi. Ormai nessuno più si permetteva di uscire di casa. Pian piano si impossessarono di beni come oro, masserie, case e terreni, non risparmiando di uccidere i legittimi proprietari che avessero opposto seppur minima resistenza.Ma col passare del tempo la Guardia Nazionale di Taranto riuscì a localizzare il nascondiglio dei briganti, si unì alle forze armate di Grottaglie e la mattina del 16 Giugno 1863 gli accerchiarono nel loro covo: la fattoria di Belmonte.
Ne seguì una sanguinosa battaglia, i briganti opposero una resistenza disperata fino a quando caddero  in uno stratagemma delle forze dell’ ordine: queste infatti fingendo una ritirata si fecero seguire dai briganti all’aperto dove ripresero il fuoco abbattendone 17 ferendone 11 e catturandone 18 che vennero fucilati l’indomani.
Tuttavia il loro capo, Pizzichicchio e pochi altri soldati riuscirono a fuggire per essere catturati più tardi alla Masseria Riuggiruddo. Crispiano uscì così da un periodo molto brutto, forse il peggiore della sua storia.In seguito, grazie al continuo aumento della popolazione, Crispiano divenne frazione di Taranto, poi verso il 1882 venne presentata al Sindaco di Taranto e al prefetto di Lecce (visto che allora Crispiano era provincia di Lecce) una richiesta di autonomia da parte degli abitanti di Crispiano, per poi ottenerla precisamente il 14 novembre del 1919 quando Crispiano appunto divenne Comune autonomo. Verso i primi del ‘900 ebbero inizio i lavori di costruzione della Torre Cacace, un monumento storico di Crispiano, voluto dal Commendatore Carlo Cacace.
Cosa vedere
Chiesa di Santa Maria di Crispiano già Santa Maria Odegitria. Un’eloquente testimonianza di precoci rapporti con Costantinopoli. Situata sul costone roccioso del ‘Vallone Li Castelli’ è  tra i monumenti più suggestivi che il paese conserva. E’ stata ricostruita nel 1815 sui resti di un’antica abbazia medioevale con abside del XIV secolo. Presenta tra l’altro la Cripta di Santa Maria di Crispiano recentemente recuperata dall’Associazione Pro-Loco e aperta alle visite, con affreschi dei secc.XII-XIII raffiguranti la Vergine con Bambino, San Nicola e San Michele Arcangelo.
la Chiesa di San Francesco d’Assisi, edificata nel 1894, che ha pianta ottagona le;
l a Chiesa della Madonna del Carmelo in San Simone , costruita nel 1649, con numerosi affreschi tra cui un San Michele Arcangelo, ed una Vergine del Monte Carmelo;
Chiesa Parrocchiale sorta alla fine del XVIII (inizi XIX) secolo sulle rovine di un’antica Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. Conosciuta dai fedeli come ‘Chiesa vecchia’, essa ebbe anche il titolo di ‘Madonna della Neve’ a cui é stata dedicata la Chiesa Madre. I l nome di tale chiesa ci richiama alla memoria un culto molto diffuso sopratutto nel leccese mediante il quale si invoca la protezione divina sulle ‘neviere’: profonde cisterne scavate nel suolo tufaceo per conservare la neve invernale, utilizzata successivamente nella buona stagione per tenere al fresco e conservare le derrate alimentari. E’ a croce greca .
la Chiesa  di Santa Maria Goretti.
Le torri a più antica è la Torre Cacace: alta 30 metri, a pianta ottagonale, sormontata in origine da un albero di bastimento che ricordava le origini marinare della famiglia cui era ed e dedicata, collocata a fianco dell’Asilo ”Amor Fraterno”. Si tratta in pratica del monumento funebre per Carlo Cacace, fondatore dell’omonima Ditta. Fu eretta attorno al 1873; d
i poco piu recente (1897) la Torre Mininnj: già Torre Messina dal nome del suo progettista gen.le ing.Giuseppe Messina al quale si deve (1887) il ponte girevole che sta nel porto di Taranto.
Inizialmente ebbe una funzione sopratutto difensiva. 

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