Martina Franca

Martina Franca è posta all’ orlo estremo delle Murge dei trulli, nel punto d’incrocio tra Taranto, Bari e Brindisi.  Storicamente risale al X sec., ma nasce come città agli inizi del XIV sec. ad opera del Principe di Taranto Filippo I d’Angiò che cinse con muri e torri quattro casali di Montedoro, S. Martino, S. Teresa e S. Pietro dei Greci.  Nel corso degli anni successivi, Martina Franca fu feudo di varie famiglie ( Tocco, Orsini del Balzo, Coppola, Acquaviva d’ Aragona ), finchè dal 1507 al 1827 venne infeudata col titolo di ducato alla famiglia Caracciolo del Leone. La vecchia Martina è uno dei pochi centri storici giunto sino a noi attraverso i secoli pressocchè intatto. Martina è il trionfo del barocco, che campeggia ovunque, caratterizzando l’ architettura sacra e quella civile, con caratteristiche del tutto particolari e diverse dal prototipo leccese. Oltre che per il suo stile architettonico, Martina è anche un paese dalle forti tradizioni folkloristiche e gastronomiche.  Dal punto di vista culturale, la manifestazione più importante è il Festival della Valle d’Itria. L’aspetto senza dubbio più caratteristico è costituito dalla gastronomia, che per quanto tesa ad una certa modernizzazione rimane pur sempre ancorata alla genuinità dei prodotti ed alla semplicità della preparazione. Le risorse più importanti sono date dal turismo; dall’allevamento del bestiame; dalla viticoltura con la produzione del tipico vino D.O.C. bianco Martina; dalla forte espansione delle attività terziarie, l’artigianato e l’industria confezioni
La Valle D’Itria è una ricchezza artistica e naturale per il territorio di Martina Franca ed è per questo anche che la meta principale dei turisti. Da ricordare sono i caratteristici muretti a secco e bellisssimi trulli (in martinese casedde ), costruiti durante i periodi di civilizzazione contadina fuori dalla zona urbana, a differenza di quanto avviene ad Alberobello dove sono situati all’interno del paese. Il Paesaggio che si estende in tutta la vallata è un quadro la cui tavolozza non risce a contenere il verde della vegetazione con il contrasto del biancore dei Trulli.
Purtroppo nell’ultimo ventennio, l’abusivismo edilizio ha violentato il territorio, Le cattive amministrazioni locali che si sono susseguite, infine, non hanno impedito queste azioni, compromettendo ulteriormente queste strutture storiche, senza tutelare tale ricchezza storico-locale. Basti pensare che delle quercie secolari sono minacciate dal possibile abbattimento.
cosa vedere
L’arco di S. Stefano è la porta che ci introduce nella Martina di stile barocco, il centro storico. L’arco è stato costruito nel 1764 in onore del patrono della città, San Martino, di cui possiamo ammirare la statua equestre sulla sommità. Le due fiaccole che si trovano ai lati del timpano simboleggiano la fede del popolo martinese e donano più elasticità al monumento che offre un delizioso gioco di luci ed ombre. Attraversando l’arco, alle vostre spalle, potete ammirare delle statue in pietra del XVIII secolo che affacciano su Piazza Roma.
Il Palazzo Ducale , risalente al 1668, è dovuta a Petracone V Caracciolo. Fu costruito sui resti dell’antico castello di Raimondello Orsini del 1338. Il palazzo si trova in piazza Roma, una piazza triangolare, con al centro una fontana chiamata “Dei Delfini”. Il palazzo dei Caracciolo doveva simboleggiare il potere della famiglia, a questo è dovuto il suo aspetto imponente,  tanto da contenere 300 camere, cappelle, stalle, corte teatro e foresteria. La facciata di stile barocco è divisa orizzontalmente da una balconata decorata da una balaustra in ferro battuto e verticalmente dalle lesene. Il portale è molto grande, è contenuto da due semi colonne di ordine toscano, con arco ogivale. Sulla parte superiore del portale, troviamo delle decorazioni militaresche e delle maschere aprotopaiche. Entrando, a sinistra, ci sono due ampie sale utilizzate da foresteria, dove possiamo trovare dei dipinti del 1600, che ritraggono la vita di corte di Petracone V. Le scale a destra invece conducono agli appartamenti reali, di cui tre sono i più importanti per gli affreschi contenuti al loro interno, dai quali prendono i nomi: Sala dell’Arcadia, Sala del Mito e Sala della Bibbia. I dipinti sono di Carella, notevoli come testimonianza della vita culturale di Martina Franca. Nel cortile, troviamo la biblioteca comunale ( Isidoro Chirulli ), importante per il suo archivio storico.
Colleggiata di San Martino , dedicata al patrono della città. Iniziata nel 1743 e completata nel 1763. La caratteristica più importante è l’altezza della sua facciata, 42 metri che domina su piazza Plebiscito. Le decorazioni sono molto armoniose; la più importante è quella che raffigura San Martino a cavallo che dona il suo mantello al povero. L’interno è ad una sola navata ed è a croce latina. Da ammirare è l’Altare Maggiore del XVII secolo, in marmo policromo, con una statua del ‘500 che rappresenta S. Martino in abito episcopale. Le due statue ai lati dell’Altare simboleggiano la Carità e la Liberalità. I dipinti della cappella di Santissimo Sacramento sono opera di Carella, raffiguranti gli evangelisti e risalgono al 1785; risale invece al 1804 la grande tela dell’Ultima Cena, di cui Carella ne è sempre l’autore. Nella cattedrale ci sono anche due capolavori di oreficeria napoletana del 700, le statue in argento di san Martino e Santa Comasia.
Il palazzo dell’università risale al 1761. Nel sud Italia, il termine università stava a significare il municipio, che doveva rappresentare localmente tutte le classi sociali. Il palazzo è affiancato da una elevata torre municipale costruita nel 1734.
Voce di Popolo e credenze popolari …In Processione si dice che la statua di san Martino non debba mai precedere la statua di santa Comasia, altrimenti si appesantisce progressivamente. La leggenda narra infatti che, una volta, la statua di Santa  Comasia non era in grado di uscire dalla basilica per un problema alla barella che la doveva trasportare, decisero allora di far uscire per prima la statua del patrono, San Martino, ma, superata la soglia della basilica, si sia così appesantita che i portantini hanno dovuto posarla a terra sulla mezzaluna esterna della gradinata, senza riuscire più a sollevarla. Essi decisero allora di far passare la statua della Santa. Fatto ciò la statua del santo patrono si “alleggerì” magicamente, consentendo il proseguimento della processione. È da allora che la statua di santa Comasia precede sempre la statua di San Martino.
Personaggi Illustri
Paolo Grassi (fondatore del teatro milanese “Piccolo”, e sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano/Giuseppe Aprile , compositore /Domenico Carella, pittore /Giuseppe Chiarelli , giurista /Gioconda De Vito, violinista / Rossella Brescia, ballerina e presentatrice// Giuseppe Caroli Onorevole Tradizioni Popolari e Feste Religiose Santo Patrono: San Martino e Santa Comasia Festa Patronale: 11 Novembre Mercato settimanale: — Etimologia (origine del nome): Deriva dal luogo sul quale sorse il primitivo centro, il colle di San Martino, e dalle franchigie concesse dai vari sovrani col fine di popolare la città. Sembra che siano stati gli Angioini a chiamarla “Franca”, proprio perché franca d’ogni onere fiscale. Gli abitanti si chiamano Martinesi. Dati e Informazioni relativi ai Comuni della Puglia sono presi dai siti ufficiali o Internet in generale
LOCALITA’: Martina Franca ( TA )
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Piazza Roma (Palazzo Ducale)
tel: 080-4836111

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