Palagianello

Centro storico con l’antico casale rinascimentale e le case a schiera disposte a quadrilatero a cui si accede dalla porta dell’orologio e che racchiude la chiesa di S. Pietro con in alto il castello tutti risalenti al XVI secolo, villaggio trogloditico, case grotte distribuite su vari livelli e collegate tra loro, chiese rupestri quasi tutte affrescate (S. Nicola, SS. Eremiti, S. Andrea, S. Gerolamo, S. Lucia), Santuario della Madonna delle Grazie restaurato dopo il crollo degli anni ‘ 70, parco naturale attrezzato, la rappresentazione del presepe vivente che si svolge nelle grotte, sullo spalto orientale della gravina, durante le festività natalizie.
Chiesa Matrice  di San Pietro Apostolo
Edificata probabilmente nel XVI secolo, come chiesa del casale agricolo – pastorale di Palagianello, si presenta per la semplicità della facciata lineare e luminosa, senza ornamenti, costruita conci di tufo locale, che non si differenzia dalle case che la chiudono in un quadrilatero. La sua struttura interna si sviluppa a croce latina, con un’unica navata centrale e due cappelle laterali. Nella cappella a sinistra si conserva l’immagine della Madonna delle Grazie, patrona di Palagianello.
Santuario della Madonna delle Grazie
Ubicato sullo spalto della gravina, la chiesa ingloba i resti di una antica cripta rupestre. La facciata e parte delle volte, della fine del XIX secolo, sono stati recentemente restaurati e ricomposti (anastilosi), in seguito al crollo avvenuto agli inizi degli anni ’70. al suo interno, come uno scrigno, è contenuto il masso a memoria del crollo.
Regina del Rosario
Costruita nel 1982 dall’architetto Antonio Fanigliulo, la chiesa per la sua moderna linea architettonica caratterizzata per il suo campanile alto 28 metri e l’unica volta piatta che poggia su quattro colonne, è un esempio della nuova architettura religiosa italiana. La chiesa ha forma trapezoidale e vi si accede mediante una vasta scalinata, che conduce all’ingresso, ove risalta il portone con due pannelli di rame a sbalzo con il monogramma della madonna e lo stemma del Comune di Palagianello e la scritta Porta Populi, a significare che la chiesa è stata voluta e costruita dalla popolazione di Palagianello.
Chiesa di Sant’Antonio di Padova
Posta a circa duechilometri a sud dell’abitato di Palagianello, all’incrocio tra la statale 7 Appia e l’inizio della strada provinciale che porta al mare, la piccola chiesa di sant’Antonio da Padova è stata costruita agli inizi degli anni ’50 durante il periodo della Riforma Fondiaria, e destinata ai piccoli proprietari terrieri della zona. Nel 1961 è stata eretta a parrocchia. La chiesa presenta un’architettura semplice, in stile con le costruzioni degli assegnatari dell’Ente Riforma è ad unica navata. L’interno è arricchito da due altari: uno posto in fondo alla navata, sul quale troneggia un crocifisso ligneo; l’altro in una nicchia contiene la statua di sant’Antonio da Padova.
BORGO MEDIEVALE L’antico casale rinascimentale, ubicato ai piedi del castello, ha una forma quadrilatera a corte chiusa. Al centro dello spazio vi è la chiesa di San Pietro Apostolo, mentre sui lati perimetrali l’edificato a schiera delle abitazioni. L’entrata è caratterizzata da una portale con orologio. Sotto il sagrato della chiesa sono conservare le tracce di una necropoli.
I L CASTELLO La costruzione iniziata probabilmente nella prima metà del XVI secolo ad opera della famiglia Domini Roberti per la difesa del casale di Palagianello, terminata, ma non del tutto, nel XVIII secolo sotto il dominio dei Caracciolo. Il castello, con la sua massiccia pianta quadrangolare, munita di quattro torrioni agli angoli e di un cortile centrale, possiede tutte le caratteristiche strutturali difensive dei fortilizi del XVI secolo. L’ingresso attuale del castello è posto sul lato sud, mentre originariamente era ubicato ad ovest e vi si accedeva mediante un ponte levatoio situato sopra un fossato, ancora oggi esistente, che costeggia l’intero lato ovest e parte del lato nord. Il ponte levatoio è stato sostituito da un ponte in muratura a due archi. In corrispondenza dell’ingresso al piano superiore si trova un vasto salone di rappresentanza. Nel 1874 il vecchio ingresso venne chiuso per ricavarne una cappella in onore della Vergine dei sette dolori progettata dall’architetto Gabriele Califano, su commissione del conte Antonio Stella Caracciolo. La Cappella è stata data in uso perpetuo dal Conte Caracciolo alla Confraternita dell’Addolorata.
DAI DOMINI ROBERTI AI CARACCIOLO Alla famiglia dei Domini Roberti si deve, nel primo ventennio del 500, il ripopolamento di un casale disabitato con una torre semidistrutta, che prenderà il nome di casale di Palagianello.
MASSERIE Sul territorio di Palagianello sono documentate diciassette masserie storiche, già presenti prima del 1810.
LA TORRATA , masseria a corte con accorpamenti di volumi. Il toponimo deriva dalla Torre Nova delli porcili fatta costruire verso la metà del XVI secolo da Tiberio Domini Roberti, il feudatario del Casale di Palagianello. Nell’apprezzo del 1676 v’era “un fabbricato con solaio ad arco con torre diruta ed acque sorgenti per uso di animali: dove sorgevano tali acque si formavano alcuni pantani, nei quali si faceva pesca di alcune anguille. Tale luogo era detto “li porcili”. La chiesetta della masseria è datata al 1762.
TITOLATO , masseria lineare con corte interne.
CONOCCHIELLA , masseria aperta con andamento lineare dei volumi.
MARTELLOTTA O DE BELLIS , masseria con accorpamento di volumi; nel 1811 il nucleo originario della masseria viene riportato dagli agrimensori con il toponimo di pagliari di Martellotta.
SPINELLI , masseria aperta con andamento lineare dei volumi; nel 1874 la carta ITM riporta la masseria col nome di Masseria del re.
SERRAPIZZUTA , masseria a corte e blocchi lineari.
Cripta di San Nicola La Chiesetta ipogeica di S.Nicola, cui si accede per mezzo di una breve rampa di scale in discesa, presenta l’ingresso sormontato da una lunetta.
All’interno si presenta come un quadrilatero irregolare, con pianta trapezoidale; sulle pareti di fronte e ai lati di quella occidentale, ove si apre la scala di accesso, ci sono tre nicchie ortogonali, diverse per ampiezza e profondità, una delle quali – quella che si apre sulla parete est, di fronte all’ingresso – assolve la funzione di abside e conserva, sia pure parzialmente demolito, un altare prismatico risparmiato nella escavazione, addossato alla pareta di fondo.
Gli affreschi S. Pietro   S. Mattia   Cristo in trono Vergine della Dèesi   Cristo Pantocrator  S. Nicola della Dèesis
Cripta dei SS. Eremiti
A circa 300 metri a nord della cappella ipogeica di S. Nicola, sulla stessa pendice est della gravina, è ubicata la piccola chiesa dei Santi Eremiti. Si segnala vistosamente per un prospetto accuratamente elaborato, ottenuto mediante la scalpellatura della roccia, anche al fine di ampliare lo spazio antistante, già esistente nel punto di sovrapposizione dei tufi pliocenici ai calcari compatti, a mezza costa della pendice, disagevole a scalarsi, a circa 12 metri di altezza rispetto al fondo della gravina.
Chi guarda dalla pendice opposta della gravina vede, da destra verso sinistra, due alte nicchie a tutto sesto, poco profonde, quindi l’ingresso della chiesa, architravato ma incluso in un arco a tutto sesto di altezza quasi uguale a quella delle nicchie; poi, ancora a sinistra, una nicchia – più bassa, stretta e profonda rispetto alle due che sono a destra dell’ingresso della chiesa – accanto alla quale sono due grotte, fortemente dissestate dai crolli. Viste da vicino, le nicchie di destra si rivelano per arcosoli sepolcrali; rimangono, infatti, consistenti tracce di due tombe – una per ciascuna nicchia – orientate in direzione nord-sud, violate già da lunghissimo tempo.
Cripta di Sant’Andrea La chiesa rupestre di S. Andrea sorge attualmente isolata, avulsa dal suo originario contesto, inaccessibile attraverso il suo ingresso primitivo a causa della distruzione dello spalto della gravina perpetrato dissennatamente dalle cave di conci di tufo per costruzione. Ma è già da considerare inopinata fortuna il fatto che la chiesa sia stata risparmiata e sia rimasta, su vertiginose pareti a picco, a circa dieci metri di altezza rispetto al piano della cava che quasi completamente la circonda. L’accesso attuale è stato ottenuto in tempi recenti mediante l’apertura di una porta sul lato nord del bema, raggiungibile per mezzo di una lunga gradinata dall’interno di una azienda agricola, il cui proprietario meritoriamente difende dai vandali l’antico monumento. L’ingresso antico, rivolto ad occidente, era costituito da una grande porta arcuata a tutto sesto, è evidentemente uno dei monumentali e solenni fra i portali delle chiese rupestri pugliesi. L’arco presenta sul piedritto sud una minuscola nicchietta per l’alloggiamento delle lucerne. Segue un nartece trapezoidale, con base minore verso l’ingresso e base maggiore verso l’aula. La copertura è a botte. Al centro della volta è una piccola cupoletta simbolica, del diametro di cm. 45, che si presenta nella realtà come un disco a fondo piano, profondo pochi centimetri, circondato da una sottile ghiera. Nei lati nord e sud del nartece sono ubicati due arcosoli sepolcrali, le cui tombe sono state violate in epoca recente.
Chiesa Anonima della pendice est La grande chiesa che sorge all’inizio della via che collega l’impianto subdiale di Palagianello con l’antico nucleo rupestre. Con la sua superficie complessiva di 85 mq è una delle più grandi del comprensorio e – anche se priva di arredo pittorico – una delle più interessanti almeno per la dignità architettonica, che ancora si impone, pur dopo secoli di interventi che l’hanno sfigurata, essendo stata usata dapprima come frantoio delle olive e, successivamente, come ricovero per bestiame. Scavata nella pendice est della gravina, conserva nella facciata che guarda ad ovest, parzialmente distrutta da crolli e distacchi di riccia, le tracce di due grandi fornici con ghiera attraverso i quali si accedeva all’invaso. La larghezza di tali fornici potrebbe testimoniare diversità di interventi nel tempo.
Cripta di San Gerolamo La chiesa si presenta con l’accesso originario, prospicente ad ovest, parzialmente murato; l’innalzamento della quota esterna – probabilmente artificiale, in quanto il pronao, recintato, fu trasformato in orto, previo trasporto di adeguate quantità di terra coltivabile – ne rende difficoltoso l’accesso, tanto che in anni recenti fu aperta, in corrispondenza della seconda nicchia destra dell’invaso, una porta di comunicazione con un vano sud adiacente; operazione che è costata la distruzione di un affresco dalle cui tracce residue è impossibile ricostruire il soggetto. Tradizioni Popolari e Feste Religiose Santo Patrono: Madonna delle Grazie Festa Patronale: 31 Maggio Mercato settimanale: — Etimologia (origine del nome): E’ il diminutivo di Palagiano (comune confinante), che deriva dal nome latino di persona Palagius. Gli abitanti si chiamano Palagianellesi.  
LOCALITA’: Palagianello ( TA )
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