Sava

Si ritiene che Sava sia stata fondata alla fine del XIV secolo anche se si presume una sua origine messapica (IV-III secolo A.C.). Nei secoli, dopo aver fatto parte del Principato di Taranto, passò a diversi feudatari tra cui anche i Gesuiti. La piena libertà comunale le fù riconosciuta solo nel 1810. Cittadina prevalentemente agricola vanta una forte tradizione vitivinicola grazie al suo vitigno più prestigioso “Il Primitivo” Giunti a Sava è interressante visitare: Il Palazzo Baronale del ‘500, attuale sede del Municipio, la Chiesa Matrice, dedicata a San Giovanni Battista (Patrono di Sava), il Santuario della Santissima Vergine del Pasano, la Chiesa di San Franceso ed il Limitone dei Greci.
La sua origine risale a tempi recenti; gli storici che ne hanno parola sono tutti d’accordo nello stabilirla verso la fine del XIV secolo. Si opina che Sava abbia avuto origine dalla distruzione del vicino Casale appellato Castelli, a questa affermazione si è indotti dal nome Castelli che tuttora nomina una contrada di Sava, non che da svariati ritrovamenti che confermano questa tesi. Da queste labili congetture dei nostri storici nulla di proposito può rilevarsi circa l’origine precisa di Sava, comprendendola essi nella durata di un secolo intero. Nel XIV secolo la nostra provincia insieme con tutto il Regno di Napoli, andò soggetta, per le guerre di successione tra Angioini ed Aragonesi, e continue ruberie, devastazioni, incendi di castelli e di borgate. A causa di queste scorrerie nel 1378 avvenne l’abbandono e la distruzione dei vicini Casali di Aliano, di Pasano e di S. Maria di Bagnolo, gli abitanti dei quali, presi dal panico e dal terrore, fuggirono e pochi vi ritornarono. La maggior parte di questi <<profughi>> vennero ad abitare in un luogo più sicuro posto sul confine di Pasano e di Aliano, nella contrada chiamata i Castelli, dove potevano, in tempi di persecuzioni, facilmente salvarsi nei diversi cunicoli sotterranei che vi erano e che tuttora in parte sussistono. Venuta la tregua, alcuni tornarono ad abitare a Pasano, gli altri si stabilirono e cominciarono a fabbricare le loro case accanto ai vecchi Castelli in parte rovinati e cadenti. Da questo raggruppamento fortuito di case sorse Sava, detto prima Castelli dal latino Castitia. Pare che fosse stato allora abitato per circa un trentennio. Per le nuove incursioni lo troviamo disabitato verso il 1454 e dopo nuovamente abitato verso la seconda metà del secolo XV. Con un lento progresso andava a poco a poco aumentando di abitanti, fino a diventare, come cita il De Giorgi, uno dei paesi più grossi del circondato di Taranto, per estensione di abitato e per popolazione.
Cosa Vedere
Il palazzo baronale che dal 1884 (acquistato all’asta, a sèguito del fallimento de Sinno, per interessamento del sindaco avv.Michele Schifone) è sede del Comune. Della famiglia leccese Prato (originaria della Toscana) primo barone di Sava fu Nicola. Questi comprò il feudo, coi suffeudi di Pasano ed Aliano, nel 1520 da Stefano Mayra o Mayro di Nardò (LE). Nicola Prato ebbe a sua dimora savese una masseria che sorgeva nella stessa area del palazzo che ofggi si vede. Alla morte di lui, intorno al 1530, gli successe, nel titolo e nei beni, il figlio Pompeo (feudatario dal 1533 al 1575) il quale, abbattuta la masseria o parte di essa, fece erigere a più degna sede, il palazzo intorno alla metà del 1550 .
Santuario della Madonna di Pasano
Si trova a circa km 4 dall’abitato, lungo la via che porta a Lizzano, nella contrada denominata, forse da un prediale latino, Pasano. Tale il titolo della Madonna che vi è venerata la cui effigie bizantineggiante (l’affresco è riferibile al sec.XIII-XIV), recentemente restaurata come anche tutto l’interno, fu posta sull’antifacciata al di sopra dell’altare.
La Cappella dell’Immacolata Vecchia
Questa cappella si trova poco lontano da piazza S.Giovanni Battista.Fino al 1984 era accorpata alla settecentesca abitazione del dottore in legge Oronzo Melle (1729-1803).Nella casa posta di fronte alla cappella vivevano i due fratelli sacerdoti di Oronzo, Pasquale e Michele. Quest’ultimo, per gravi problemi di salute e di vista, nel 1781, chiese al sovrano, Ferdinando IV di Borbone (1767-1825), di erigere una cappella per officiarvi le sacre funzioni del proprio ministero.
Tale  richiesta ricevette il reale assenso sicché la cappella fu edificata due anni dopo, come ricorda la tabella, quasi interamente coperta da scialbature di calce, apposta sull’ingresso, con un’aggiunta: A.D.1783 / QUI NON SI GODE ASILO  per avvertire, chi con la giustizia avesse conti in sospeso, di non potersi colà rifugiare. Lo stile architettonico è tardobarocco
La cappella detta dello schiavo eretta (1700) nel punto che la tradizione locale indica come il luogo del miracolo occorso allo schiavo del barone lizzanese Marcantonio Raho o de Raho. Forse questo schiavo aveva tentato la fuga e, ripreso, gli era stato posto alla caviglia un anello di ferro con la catena. Narra la tradizione che, sfinito dalla fatica o disperato per tale dura condizione, si rivolse alla Vergine di Pasano chiedendole d’esserne liberato. All’improvviso una grossa pietra caduta dall’alto, spezzò la catena lasciandolo illeso. Lo schiavo, che non era di religione cristiana, in ringraziamento, volle battezzarsi prendendo il nome Francesco (giugno 1605) .
La ‘colonna’ di S.Giovanni è monumento tanto caro alla comunità da essere passato nel linguaggio popolare, soprattutto nei modi di dire del dialetto savese. Per esempio, volendo significare che qualcuno o qualcosa è molto o troppo altro, si ricorre alla similitudine: E’ jèrtu quantu la culonna ti San Giuànni (E’ alto quanto la ‘colonna’ di S.Giovanni!);
Economia e Prodotti Tipici
Colture tradizionali: VITE , OLIVO , cereali, fico, mandorlo, ficodindia, melocotogno, melograno, gelso, ortofrutta dell’area mediterranea Prodotti particolari: uve per VINO (elogiato e segnalato, in un suo volume, da Luigi Veronelli), OLIO , fichi naturali, PANE , ‘frise/friselle’ , ‘pucce’ , FAVE , UVE da tavola, piselli, pomodori , ceci, fagiolini, mandorle . Pane di buona qualità e varietà (eccellente quello prodotto in un panificio più che centenario (1899); tuttora molte famiglie panizzano nel proprio forno a legna. Tradizioni Popolari e Feste Religiose Santo Patrono: San Giovanni il Battista Festa Patronale: 24 Giugno Mercato settimanale: —— Etimologia (origine del nome): Etimologia (origine del nome). Il nome potrebbe derivare da sab(a) o sap(a) che significa “fosso” …

http://www.comune.sava.ta.it

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