Statte

I primi abitatori documentati risalgono al 1000 A.C. periodo a cui si riferiscono arnesi di selce e rame ritrovati in luoghi rupestri della nostra zona.
Nel Medioevo è citata come casale, forse abitato dalle popolazioni sfuggite alle invasioni saracene. Dalla fine del Trecento fu feudo di varie famiglie nobiliari, fra i quali i de Blasi. Nell’Ottocento, con la soppressione della feudalità e la frammentazione del latifondo, progredì nelle attività agricole e in quelle artigianali. Lo sfruttamento delle cave di tufi le apportò un discreto benessere, ma conobbe ugualmente un lungo periodo di mancanza di lavoro e di emigrazione. Si risollevò nella seconda metà del Novecento, con la nascita del polo siderurgico di Taranto, di cui era una frazione. Ottenuta con un referendum l’autonomia amministrativa, elesse il suo primo sindaco nel 1993, e confermò la Madonna del Rosario, venerata fin dal Medioevo, come Patrona cittadina.
Cosa Vedere
Le masserie del territorio di Statte sono certamente tra le più belle di tutto l’arco Ionico, ne citiamo alcune:
Accettulla, Accetta, Leucaspide, Masseria S.Giovanni, si trovano a Est di Statte oltre la gravina.
Galeota (o Guarnieri), Feliciolla, Felice,  La Riccia e S.Michele (le ultime 2 storicamente appartenenti al comune di Statte ed ora ricadenti in quello di Taranto) che si trovano sulla direttrice della provinciale per Taranto.
Le gravine che si trovano nel territorio stattese, è quella di Amastuola e quella di Triglie, essa prende il nome di gravina d’Accetta nella parte superiore, gravina di Leucaspide nel corso medio e gravina di Gennarini nell’ultimo tratto; (tuttavia nelle carte militari è indicata indistintamente come gravina di Leucaspide).
Numerosi poi sono le gravine di minori dimensioni, detti canali, che attraversano Statte ed il suo territorio comunale; molto importante per gli insediamenti degli Stattesi era il “canale della zingara”  in corrispondenza della zona delle “grotte” ove sorse l’antico casale di Statte;
La gravina era ricca di grotte naturali, di abbondante vegetazione e di acque che scorrevano abbondanti dalle sorgenti della Valenza e del Triglio Questo ambiente naturale diede la possibilità ad alcuni primitivi nuclei sociali di stabilirsi nei pressi dell’attuale masseria di Leucaspide, nelle vicinanze della masseria di Accettulla, e, più a nord, sul Monte Specchia e nella Piazza dei Lupi.
La gravina di Statte, per decenni abbandonata a sé stessa ora è oggetto di un progetto di recupero ed è candidata insieme ad altre gravine a diventate patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO ;
I Dolmen di Statte
Quello più grande   sorge nei pressi della masseria Leucaspide detto “Dolmen di S.Giovanni della Masseria” e si erge nel sottobosco a poca distanza della gravina. E’ costituito da quattro grandi lastroni posti di taglio nel terreno e coperto da una grande lastra larga tre metri per due e spessa 50 centimetri.
L’ingresso è rivolto ad Est, e due grandi lastre ne costituivano il piano pavimentale. Secondo la testimonianza degli scopritori era preceduto da un corridoio lungo m. 2,60 e largo 1,65, corridoio del quale rimangono delle scarse tracce. Per dimensioni e per l’interessante materiale rinvenuto questo Dolmen è, dopo quello di Bisceglie, il più importante della Puglia.
L’altro Dolmen tuttora visibile, dista circa tre chilometri dall’altro, fu trovato   nella pineta della masseria Accettulla o Accetta Piccola ed è posto quasi sul ciglio Ovest della  Gravina di Leucaspide a poco più di un chilometro da Statte, esso consta di un lastrone di forma quadrata di m. 1,80×1,60 che poggiava su tre lastroni in parte interrati.
Questo lastrone è oggi parzialmente giacente al suolo.
Questo dolmen ha un fascino particolare che gli deriva dalla sua morfologia e dalla sua posizione: si trova infatti quasi sull’orlo della gravina immerso in una fitta pineta.
I dati che riguardano l’acquedotto del Triglio sono desunti da due articoli apparsi sulla rivista civica Polis: uno (n° 4/98) a firma dello scomparso Egidio Baffi (dalla Voce del Popolo del 9 aprile 1960), e l’altro (n°12/98) a firma di Giuseppe    Mauro (gruppo Speleo Statte) da cui è desunto quasi interamente la scheda a fianco.
L’epoca di costruzione dell’acquedotto del Triglio non è del tutto certa; da valutazioni archeologiche e storiche si ritiene che il primo tratto che va dalle sorgenti fino a Statte sia di epoca romana, valutando le tecniche idrauliche e di scavo delle gallerie.
Tradizioni Popolari e Feste Religiose Santo Patrono: Madonna del Rosario Festa Patronale: Ottobre Mercato settimanale: —— Etimologia (origine del nome): Probabilmente è di origine prediale, dal nome di persona Statius; ma potrebbe anche derivare da statio, luogo di residenza. Gli abitanti si chiamano Stattesi .
 
  
LOCALITA’: Statte ( TA )
Alberghi   Locali ed intrattenimento Arte e cultura   Musica e spettacolo Artigianato locale   Natanti & Noleggio Auto, moto e noleggio   Pensioni Bar e discobar   Prodotti tipici Bed and Breakfast   Pub pizzerie e wine bar Bistrot e teaRoom   Residence Case vacanza   Ristoranti e osterie Feste e articoli da regalo   Servizi (turismo – shopping) Guide turistiche ed escursioni   Souvenirs Sport e tempo libero Immobiliari   Villaggi turistici Informazione

Via San Francesco, 5
tel: 099-4742811
fax: 099-4746480
http://www.comune.