Grottaglie

Se osserviamo attentamente lo stemma della nostra città possiamo notare una grotta dall’interno della quale sbuca una mucca, e sopra di essa alcune spighe di grano; in alto poi vediamo una stella splendente.
Il nome Grottaglìe richiama così l’elemento caratteristico del nostro territorio in cui si aptono diverse gravine o lame sui fianchi delle quali sono state scavate molte grotte. Infatti, Grottaglie (in dialetto Li Vurtàgghij) vuoi dire “diverse, molte grotte” (dal latino Cryptae aliae).
La cittadina risale al 1297 dall’aggregazione degli abitanti delle borgate rupestri che vi avevano trovato rifugio per sfuggire alle invasioni dei Goti prima e dei Saraceni poi. Le grotte erano comunque frequentate già dal paleolitico, e il territorio circostante era abitato prima del Mille in piccoli agglomerati o casali, abbandonati dopo le invasioni barbariche e le incursioni saracene. Il consolidarsi della vita in grotta diede luogo alla cosiddetta civiltà rupestre che i monaci basiliani contribuirono ad amalgamare per alcuni secoli, fino alla creazione del centro urbano. Il primitivo nucleo cittadino potrebbe essere stato quello che, dal Cinquecento in poi, si specializzò urbanisticamente come quartiere delle ceramiche. I primi feudatari furono i vescovi di Taranto, la cui pretesa di esercitare anche il potere laico – con la relativa giurisdizione penale – accanto a quello religioso fu causa di continue lotte politiche tra feudatari e intemperanze popolari.Il poderoso castello eretto dal vescovo tarantino D’Atri nel Trecento fu il simbolo del potere feudale, penale e ecclesiastico, dei vescovi che durò fino a quasi tutto il Quattrocento, quando, per volere di Ferdinando I d’Aragona detto Ferrante (re di Napoli dal 1458 al 1494), furono privati della giurisdizione penale e il feudo passò alle varie famiglie nobiliari, peraltro in una perenne conflittualità – spesso cruenta – con il potere dei religiosi. La dominazione spagnola del Seicento accrebbe i contrasti e gettò il feudo in condizioni di miseria, da cui si sarebbe risollevata solo nell’Ottocento con Gioacchino Murat – cognato di Napoleone, aveva sposato la sorella Carolina -, che, divenuto re di Napoli nel 1808, incoraggiò una politica di riforme volta a smantellare l’antico regime, sopprimendo il feudalesimo e il potere degli ordini religiosi, dei quali incamerò i beni. Ai moti preparatori dell’Unità la città partecipò attivamente e con piena adesione popolare. Il secondo Dopoguerra è stato particolarmente importante per l’economia cittadina per la crescita su basi industriali della fabbricazione della ceramica, e per il beneficio procurato dallo sviluppo straordinario di Taranto, con la nascita del centro siderurgico e l’accresciuta funzione del porto. Un contributo notevole è stato apportato dall’aeroporto civile “M. Arlotta”; e dalle attività di ispezione, revisione e controllo di aeroplani.
Il quartiere delle ceramiche si sviluppa intorno al castello Episcopio, eretto nel XIV secolo con torre angolare e mastio quadrato. Nel quartiere operano, una accanto all’altra, le antiche botteghe figule che, in gran parte, ancor oggi, seguono i tradizionali metodi di lavorazione artigiana tramandati di generazione in generazione dalle famiglie dei maestri ceramisti.
Le scuole L’antica Scuola d’Arte ha formato generazioni di maestri ceramisti. Sul finire degli anni ottanta la vecchia scuola si è trasferita, non a caso, nel quartiere delle ceramiche trasformandosi nel moderno Istituto Statale d’Arte nel cui ambito brilla la sezione “Ceramica”. All’Istituto d’Arte si affiancano i recentissimi corsi delle discipline che afferiscono all’area ceramica nell’ambito del corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali e Artistici a indirizzo Archeologico e Turistico scaturito dalla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bari.
La Storia della Ceramica
Le prime notizie sulla ceramica di Grottaglie soltanto in età post-medievale e, in effetti, tutto ciò non risulta nemmeno supportato da un’evidenza materiale. Sicuramente in età medievale era già ampiamente diffusa ma ciò è documentato soltanto del rinvenimento di frammenti in prossimità del castello medievale, il castello Episcopio, nel quale è collocato il museo della ceramica. Parlare della ceramica di Grottaglie non è facile soprattutto perché la caratteristica di questa realtà ceramica è proprio quella di una varietà formale,iconografica e stilistica. Possiamo però individuare due ambiti essenziali della produzione: 1. la ceramica rustica e popolare : ceramica d’uso per soddisfare i bisogni quotidiani della gente; 2. la ceramica faenzara che si riferisce a risolvere le problematiche dei ceti più abbienti , i ceti feudali. Sappiamo, infatti, che Grottaglie potè usufruire di una società feudale stabile soltanto a partire dal 1659, quando vi dimorarono stabilmente i Cicinelli. In queste due produzioni fondamentali si collocano delle tipologie produttive molto particolari che nel museo della ceramica di Grottaglie si è ritenuto opportuno collocare in un ambito volutamente evidenziato. Stiamo parlando di quelli che vengono chiamati ” i bianchi” di Grottaglie. Si tratta di una produzione originalissima che esalta la forma pura , caratteristica essenziale della ceramica di Grottaglie. In quest’area del museo si possono osservare zuppiere lineari variamente dimensionate, sruli – le tipiche brocche monoansate che fanno parte anche di una produzione più elitaria ma soprattutto popolare – ciarle e ciarlette d’ogni tipo. Questi oggetti sono rivestiti di un tipico smalto bianco stannifero privo di qualsiasi tipo di decorazione. Alle tipologie di bianchi si associano poi altre forme settecentesche di altrettanta grande eleganza e purezza formale e che si è soliti indicare col nome d”stile La Pesa”, al nome dell’omonimo ceramista nato a Grottaglie sul finire del 700. Tuttavia, anche in questo caso, la documentazione è scarsa e frammentaria. Possiamo comunque rilevare che questa produzione ceramica è caratterizzata dalla monocromia del manganese e dal decoro minutissimo di foglioline che corrono lungo le pance di vasi o sui piedi ricchi di interventi manuali – le cosiddette “baccellature” – interventi, questi, che conferiscono agli oggetti un’eleganza particolare. È importante considerare anche la peculiarità della tavolozza cromatica della ceramica grottagliese, cioè della sua tipica “quadricomia” costituita dal verde marcio, il giallo ocra, il blu e il manganese. La ceramica rustica va necessariamente rivisitata e riletta anche in quest’ottica perché è grazie a questa vena popolare, vocata a risolvere i problemi della quotidianità, che Grottaglie ha potuto superare i periodi di maggiore crisi, quelli che videro il crollo di altre realtà ceramiche come ad es. Laterza o Martina Franca. Il XIX secolo in questo senso fu impetuoso e decisivo per tutte le altre realtà ceramiche limitrofe. La ceramica rustica, quindi, è quella che ha permesso, nel tempo, alla realtà artistico-culturale di Grottaglie non solo di permanere ma anche di consolidare la sua specificità di centro ceramico fino ai giorni nostri.
Per questo motivo Grottaglie è oggi inserita nel ristretto elenco delle 28 città della ceramica italiana.
Cosa vedere
La città di Grottaglie è avvolta da gravine, che cinturano la città, disseminata in cui si trova
il Castello Episcopio l’unico quartiere delle ceramiche con le botteghe scavate nelle grotte. È ricca anche l’architettura, quella religiosa (alcune chiese risalgono al 1300) e quella civile dei palazzi nobiliari che risalgono a partire dal XV secolo:
Palazzo Urselli , dalla facciata pre-barocca e dall’imponente cortile interno del XV secolo,
Palazzo Mangiulli Cometa la cui struttura ricalca quella di Palazzo Urselli,
palazzo Blasi di epoca barocca, l’imponente
Palazzo Cicinelli sede dei principi feudatari della città. Tradizioni Popolari e Feste Religiose Santo Patrono:San Francesco De Geronimo. San Ciro Festa Patronale: 31 Gennaio Mercato settimanale: — Etimologia (origine del nome): Deriva dal latino cryptae aliae, diverse grotte; che è originato dalle caratteristiche del territorio, ricco di grotte appunto, che si aprono nelle gravine attorno all’abitato, e che furono utilizzate come rifugio e come luoghi di culto. Gli abitanti si chiamano Grottagliesi.

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LOCALITA’: Grottaglie ( TA )
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